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Non temere

” Chi confida nel Signore è saldo come il monte, non vacilla, è stabile per sempre.” ( Sal 125, 1 ) Come puoi vacillare con un Dio così potente , un Dio che creato cieli e terra. 

Non temere in Lui confida.
Forse non l’avrai ancora vissuto ciò,  ma a Dio nulla è impossibile. Continua a pregare e a credere, da te aspetta la Fede. 

Egli può trasformare un no in sì, la fine in un inizio, la perdita in un acquisto,il male in un bene, l’impossibile nel possibile,  già ,  ora. 

Vivere i  miracoli significa vivere vicino a Dio. La purezza divina non può stare vicino al peccato, deve prima purificarlo,ed ecco allora le prove,  i dolori,  le sofferenza che ti preparano.

Non temere, Lui ti è vicino e ti aiuterà, accetta il sacrificio perchè grandi cose Ti vuole donare. Accetta il dolore anche se ti fa soffrire e piangere : 

” Beata te che hai creduto e avuto fiducia nel Signore “(Lc1,45)                  

La fede è una forza divina e tu la possiedi come un seme,piantalo e coltivalo, è potenza regale. A Dio nulla è impossibile. 

Egli è grande , generoso, misericordioso con chi lo ama. La fede vince. 

Con Dio nulla è impossibile. 

” A te Signore innalzo l’anima mia. In Te ho fiducia, mio Dio. Chi spera in Te, o Dio, non sarà deluso. ” ( Sal 25 , 1,3 )

Dio aiuta i giusti, rimane accanto a loro :

” Gli occhi del Signore sono sopra i giusti e le sue orecchie sono attente alle loro preghiere; ma il volto del Signore e contro coloro che fanno il male” 

( 1 Pt 3, 12) 

Chi è nel peccato, e noi spesso lo siamo , e tra coloro che fanno il male. Chi non perdona, chi critica e condanna, chi pensa solo a se stesso, chi non aiuta gli altri , impedisce l’aiuto di Dio.

 

Impara a chiederti : Cosa impedisce l’esaudimento delle mie preghiere ? Signore illuminami, aprimi gli occhi, fammi conoscere il mio peccato.

 

                                                                                 Solo le preghiere che vengono da un cuore umile, che si riconosce peccatore  a Dio chiede pietà, piacciono a Dio e sono esaudite. 

” Se seguirete le mie leggi, se osserverete i miei comandi e li metterete in pratica, io vi darò …”  ( Lv 26, 3,4 )

E’ un’esigenza d’Amore che chiede di farvi simile a Lui,perfetti e zelanti nella carità, pazienti e misericordiosi verso il  prossimo,

” O Signore ascolta la mia preghiera e quella di tutti i tuoi servi. Noi vogliamo esserti fedeli. ”  ( Ne 1, 11 ). 

Il Signore esaudisce le preghiere dei miseri ed interviene con il suo aiuto in modo miracoloso, proprio nell’ora giusta. I tempi di Dio non sono i nostri. Spesso l’azione di Dio tarda a venire, aspetta l’ultimo istante,per mettere a prova la tua fede, ma anche per far conoscere la sua potenza e gloria.

Sappi attendere nella speranza e perseverare nella preghiera darai  gloria al Padre e ” scatenerai” la sua onnipotenza. 

” Ringraziate Dio e proclamate davanti a tutti quel che fatto per voi.Così tutti gli uomini potranno lodarlo e benedirlo. ”  ( Tb  11, 6 ) 

                                                                                Il Signore vuole aver cura di te, vuole dimostrarsi tenero e premuroso,vuole essere Padre di amore verso i suoi figli. Devi permettergli di esserlo, dagli la possibilità di essere Padre. La risposta sta nell’abbandono, nel mettersi alle sue dipendenze, nel  dargli la possibilità di provvedere per noi. Ciò significa non contare esclusivamente sulle proprie forze, ricchezze, capacità, rinunciare alle certezze, alle sicurezze economiche e materiali,per poi ottenere tutto da Lui. 

” Io vorrei cambiare  in meglio la sorte del mio popolo,  guarire  Israele (i miei figli )”  ( Os 6, 11) 

Rinunciando alle sicurezze scatenerai la premurosa tenerezza del Padre. Egli è, è il Signore dell’universo, il Dio degli uomini. Non secondo i pensieri degli uomini, non secondo i calcoli umani, Dio agisce, noi siate stolti.

” Allo stolto non si addice una vita agiata. Un figlio insensato è una sventura per suo padre”  ( Pr 19, 10-13 )  Di Lui , in Lui credi e invocalo :Come tu mi aiuterai non lo so,ma che tu ci aiuti , questo è certo. Sia gloria al Padre.  

Dio è un Dio vivente, che esaudisce anche le più piccole preghiere. E’ Padre delicato, premuroso e generoso. Da te aspetta un abbandono e una confidenza piena.

Liberiamoci

Liberiamoci dai limiti della materialità, della corporeità e facciamo un bagno nell’abbondanza della spiritualità! Nella spiritualità possiamo entrare nella dimensione del SILENZIO, che è potenza perché Dio parla nel silenzio.

Il silenzio infinito, dove il nostro profondo vive una dimensione di immensa beatitudine, acquisendo energia per la potente concentrazione. Il silenzio ti porta le intuizioni che Dio, nella Sua immensa potenza, gloria e bontà ti dà a larghe mani per risolvere tutti i tuoi problemi. Dio è grande e lavora in grande. Tu dai cinque e Lui ti dà diecimila.

Ciò che importa è l’amore con cui doni. Cercando prima il Regno di Dio (è come un “dono” a Dio la nostra ricerca di Lui), noi riceveremo in abbondanza i suoi doni per cui la nostra vita produce i talenti e mette in condizione altri di produrre talenti, estendendo il Regno di Dio.

Con Dio l’impossibile diventa possibile e la vita diventa fonte di gioia. La Sua volontà è il segreto per scoprire il nostro autentico bene e anche quando le cose sembrano non marciare nel verso giusto, un richiamo al Padre riporta la pace al cuore e la certezza che nulla mancherà per la pienezza della nostra gioia. Egli compie MIRACOLI.

Non siamo con Dio per i miracoli, prima siamo con Lui per Amore: la conseguenza naturale sono i miracoli. Perché la vita è tutto un miracolo! Con Dio si vive nell’abbondanza”, con Dio non c’è scarsità, miseria. E’ solo l’uomo, solo con sè stesso, che crea la povertà, la scarsità e la miseria.

E’ un fatto di talenti: nel Vangelo chi ne ha avuto cinque, li ha raddoppiati, si è dato da fare e ha fatto il miracolo, chi ne ha avuto uno, l’ha nascosto nella sua scarsità mentale, ricevendo la condanna. Noi abbiamo un cervello che deve lavorare e produrre, non deve essere inerme ed improduttivo. E il fatto che produca o meno dipende solo da noi. Noi siamo infatti padroni di una sola materia: i nostri pensieri, scegliamo quindi pensieri di ricchezza ed abbondanza ed avremo la capacità dei miracoli. La nostra vita sarà un miracolo, in unione con Dio. Non dobbiamo più accettare un atteggiamento di attesa, ma chiederci come possiamo essere di aiuto agli altri per risolvere problemi. Con l’aiuto di Dio, faremo il miracolo di toccare il cuore di chi può aiutarci e anche il nostro problema sarà risolto.

Non temete Con Dio, tutto cambia in positivo. Ogni timore non ha più ragione di essere.Dio lo dobbiamo sentire “parte di noi”, non un Essere staccato lontano, Dio è al nostro fianco nella vita di tutti i giorni. E perché possa essere tale è indispensabile un rapporto di assoluta familiarità con Dio, per cui ogni timore svanisce.”Tutto posso in colui che mi dà forza”.Con Dio TUTTO SI PUO’.

In un mondo dove tutto è così precario, solo Dio rappresenta la CERTEZZA. Naturalmente dobbiamo fidarci di Lui, come di un Padre amoroso che è tutto per i Suoi figli. Una Fede audace. “Ama e fa ciò che vuoi”

Dio Padre

 

foresta1Padre in Te confido. L’amante confida pienamente nell’amato. Quando si ama Dio, in Lui si confida, diversamente non si ama Dio. Per confidare in Dio, si deve partecipare della Sua vita, attraverso non solo i Sacramenti, ma anche con quell’intimità che solo si scopre nel rapporto profondo con Dio, che “sentiamo” e “viviamo” nel Silenzio Infinito della Mistica:

Amare l’Amore Infinito e dialogare con Lui nell’Ammirazione, come ci dice S. Francesco di Sales.La Mistica si esprime nella meditazione, che non può essere che quotidiana, se il nostro spirito vuole vivere, come per il corpo che se non mangiamo tutti i giorni deperisce.

La confidenza in Dio avviene con la familiarità. Non può essere altrimenti. Se non c’è familiarità fra gli esseri umani, non può esserci confidenza. La famiglia ha questo grande valore: la confidenza che nella sua pienezza può solo esprimersi in essa. Non certo nella scuola, non certo nella parrocchia, non certo nella società, non certo nel luogo di lavoro. Solo la famiglia crea un’unione che pallidamente si avvicina all’unione Trinitaria di Dio. La famiglia ricca d’amore è ricca di confidenza, non di autoritarismo o di formalismo che sono anzi la negazione dell’Amore – eppure quanto spazio hanno, e hanno avuto per sciocco orgoglio ed egoismo queste ottuse presunzioni nelle nostre brave famiglie cristiane!                                                                               

La Tenerezza del Padre. Solo se diventiamo come i bambini, possiamo “sentire” la tenerezza del Padre. Per noi adulti, infatti, la tenerezza ci diventa comprensibile e familiare solo nel rapporto dei fidanzati, dei coniugi fra loro ed i figli piccoli. La figura del padre è per noi ormai lontana, è un ricordo della nostra infanzia e la tenerezza nei suoi confronti ci sembra quasi ridicolo, soprattutto dopo un’educazione dura ed autoritaria. La tenerezza la riscopriamo da nonni verso i nipotini, ma da nonni siamo ormai avanti negli anni. C’è tutto un periodo dell’età di mezzo, della maturità, che non lascia spazio a sentimenti che, inconsciamente, reputiamo deboli, perché forse così ci è stato inculcato, non avendo poi comunque avuto molta familiarità con  la nostra spiritualità.

La tenerezza col Padre è tutta da scoprire, ma è tutta a nostro vantaggio. Se entriamo in questa dimensione, entriamo nella dimensione della Santità naturale, cioè nella dimensione del rapporto intimo con Dio, dove tutto si fa per fargli piacere. Dove la nostra creatività si attiva per rendere affascinante al mondo d’oggi la meraviglia del Regno di Dio. Dove noi diventiamo lievito per attrarre con passione a Dio, impegnandoci fattivamente a migliorare la società, secondo il comando di Cristo: “Andate ed ammaestrate…..

La tenerezza esprime il linguaggio dell’Amore.                                      

Vuole essere Padre,Dio vuole essere Padre, rispettando però la nostra libertà. Noi possiamo impedirgli, se vogliamo, di esserci Padre!Qui, se vogliamo sta l’illusione della grandezza dell’uomo, fino a diventare alternativa a Dio, che si perde però nella nullità del vuoto, perchè senza Dio siamo delle nullità.Nel Vangelo, la Vite e i tralci: se i tralci non stanno uniti alla Vite, non hanno senso. La grande lezione da imparare e da vivere nei comportamenti è l’accettazione della nostra condizione di esseri meravigliosi, fatti ad immagine e somiglianza di Dio, ma che non debbono “alzare la testa” nella presunzione. Debbono invece accettare umilmente la loro condizione, vivendo nell’ARMONIA con Dio, con sé stessi e col prossimo. Armonia agevolata, se riusciamo ad entrare nell’ottica del Padre e sapendolo accettare e “lasciandoci” amare.

La nostra ribellione è la causa di tutti i mali. Pensiamo soltanto all’orgoglio di chi vuol fare di testa sua, mettendo al primo posto il suo io così distorcendo gli avvenimenti, incurante del rispetto degli altri e del bene comune. Egli raccoglierà ciò che ha seminato: rancori, invidie, cattiverie, trovandosi presto isolato da tutti. Con Dio non si scherza: prima o poi i conti debbono tornare. E’ da uomini liberi scoprire quanto prima la Paternità di Dio.                                                                                                                                                                                          

I tempi di Dio non sono i nostri Noi solitamente abbiamo fretta di ottenere un risultato, una guarigione, la soluzione di un problema. Dio ha però tempi diversi dai nostri e occorre entrare in una dimensione di paziente, fiduciosa e certa attesa. La Fede che sposta le montagne, comporta questa preparazione interiore, dove tutto viene “sconvolto”, secondo l’ottica umana, ma attiva terreno fertile per far crescere una nuova sensibilità che apre il cuore all’Infinito. Abituato alla logica del mercato, l’improvvisa crisi l’ha trovato impreparato ad un bagno di spiritualità e se la prende con tutti, il Padreterno in testa, perché non riesce a capire più nulla. C’è l’urgenza della liquidità: una reminiscenza di fede lo induce a pregare Dio “che si svegli”, ma non arriva niente e la sua fede in Dio scricchiola. Perchè si è creato un dio a sua immagine e somiglianza, una specie di “tappabuchi”. Ma questo non è il Dio del Vangelo.Il Dio del Vangelo è il Dio del Padre Nostro. Dove tutto è in un piano perfetto: cercate prima il Regno di Dio e tutto il resto vi sarà dato in soprappiù. Ecco la lezione dei tempi di Dio.

 

Un cuore umile Riuscire ad uscire dalla complessità della nostra “immersione” nel mondo con il compito che la società ci ha affidato o che noi ci siamo scelti. Il mondo è fatto di apparenza e superficialità. I valori del mondo sono diame-tralmente opposti ai valori di Dio e quando noi viviamo nella “rumorosità” del mondo, diventa difficile un appartarci in silenzio per prendere coscienza che noi siamo uno spirito con un corpo, un tutt’uno che deve vivere nell’armonia. Se il corpo ha il sopravvento, nell’ottica del mondo, lo spirito ne risente, causandoci sofferenza. E’ facile che ci lasciamo prendere dal corpo, perché lo sentiamo e lo nutriamo tre volte al giorno, lo spirito invece è silenzioso e forse non lo nutriamo affatto, se non di notizie futile e superficiali. Occorre forse metterci in discussione, liberandoci da tutti i condizionamenti o pregiudizi su cui abbiamo finora impostato la nostra esistenza. Così “a nudo”, spogliati di tutto, “lasciamoci andare” semplicemente alla bontà di Dio. Abbassiamo il nostro orgoglio e umilmente, da esseri sinceri e liberi, lasciamoci, nel silenzio – che è potenza perché Dio parla nel silenzio – invadere dall’Amore di Dio. Sarà come un ritornare a vivere. 

                                                                                Non temere spera e credi. L’atteggiamento nuovo della certezza che con Dio tutto sarà diverso. Quello che prima era complicato e difficile, con Dio diventa facile e possibile. E’ l’esperienza dell’ “abbandono”, come quella del bambino nei confronti del padre. Uomo adulto che accetta di scoprirsi figlio di un Padre meraviglioso che rende agevole il cammino, se solo ci ” accorgiamo ” di Lui,lo chiamiamo ” responsabilmente ” in causa non solo per le problematiche, ma anche per la lode e per il ringraziamento.Come il bambino fa festa al papà così noi dobbiamo dobbiamo far festa a Dio per tutte le gioie che continuamente riceviamo.E’ come il bambino che esprime il suo grazie con semplicità, così noi ringraziamo Dio per la Potenza che dimostra nei nostri confronti.Volevamo guarire da un malanno e Dio, nella Sua Potenza, ce l’ha concesso.Il ringraziamento dov’è ?Dio vuole un rapporto vivo, ricco di FIDUCIA, libero, sincero epieno d’amore.  

Io stabilirò un’alleanza… Il Dio FEDELE che non delude mai!Lui ha stabilito un’alleanza con noi, con chi si mette disponibile al Suo Amore. Il vuoto dell’uomo, può essere colmato soltanto da Dio. Il mondo non comprende questa realtà e porta lontano da Dio, la materialità ci impedisce di vedere la luminosità della vita dello spirito. Il tormento interiore è il dono che Dio dà alle anime elette affinché esse scuotano di dosso il dubbio ed accettino di essere ricolmate della CERTEZZA di Dio. Non permettiamo che questo dono vada perduto. Sta solo a noi rispondere affermativamente a Dio, lasciandoci amare da Lui. Entriamo nella dimensione del SILENZIO INFINITO dove la voce di Dio diverrà chiara e la Sua potenza potrà trasformare un’esile creatura sfiduciata, in un gigante della fede.

Il mondo soffoca l’innocenza del bambino che dovrebbe essere sempre nei nostri pensieri, quando ci rivolgiamo a Dio. Gli affanni della vita, le preoccupazioni, le paure, gli stress creano una barriera alla semplicità, quasi fosse incoscienza nei confronti delle difficoltà da superare con enormi sforzi. L’uomo sembra non essere tale se non  vive nella complicazione e nella com-plessità delle situazioni, più uno è impegnato, più deve risolvere problematiche e più è immerso nella pesantezza dell’esistenza. Come si può “sentire” amore per Dio? Amore è un atto che parte dal singolo verso l’altro. Ma occorre avere due realtà “tangibili”, diversamente, come si fa ad amare l’altro che non vediamo e non sentiamo? Questa è la norma dell’uomo problematico e così gli riesce estremamente difficile  capire e sentire Qualcuno con cui non si può rapportare ad armi pari, secondo i comuni schemi cui normalmente egli è abituato a gestire la sua esistenza. Dio resta Qualcosa o Qualcuno di nebuloso chiamato in causa per paura eventualmente dell’Inferno, come ci è stato insegnato. Questo ricordo è più lucido perché riferito al Dio Giudice che non quello di Amore legato al Dio misericordioso, con un cuore sensibile come quello di un padre nei confronti di un figlio.     

 

Il digiuno. Il digiuno non ci è più molto familiare. In una società dove tutto spinge al piacere, alla vita comoda, al soddisfacimento di ogni più piccolo desiderio, il digiuno sembra un richiamo anacronistico. Eppure, se vogliamo entrare nell’ordine dello spirito, dobbiamo entrare in una misura di equilibrio anche alimentare, per cui non si esagera nella golosità. Si impara a mangiare per vivere e non vivere per mangiare. Chi mangia e beve troppo  complica la vita dello spirito, in quanto esso necessita di “distacco” dall’esagerato piacere materiale. La natura rende piacevole il nutrimento del corpo. L’esagerazione nel nutrimento comporta danni più o meno gravi all’organismo, impedendo un rapporto soddisfacente con lo spirito. Il digiuno aiuto ad entrare in una dimensione di equilibrio, aiutando la persona a dominare l’istinto deviato, per effetto del peccato originale. Uno spirito, non appesantito da un corpo eccessivamente indulgente al piacere della tavola, è più facilitato nel compito di sollecitare la fedeltà ai Principi e Valori che danno un autentico senso alla nostra esistenza. Sovente invece, ci si lascia andare all’esagerazione nel bere o nel mangiare … per dimenticare, soffocando così la vitalità dello spirito.  

 

La fede smuove le montagne Si tratta della Fede “oltre la ragione”, non contro, ma oltre dove noi abbiamo dei limiti, propri della nostra umana natura. Dio è nella dimensione dove tutto è possibile: eventi incompatibili con le leggi naturali, sia riferiti all’uomo (miracoli, come guarigioni impossibili, maternità al di fuori della legge, ecc.) che alla natura (camminare sulle acque, sedare tempeste, ecc.).E’ difficile avere Fede, perché  essa va oltre le “certezze” della scienza (che necessita di prove tangibili e sicure) che è materiale e, stranamente per le menti eccelse dei ricercatori, difficilmente considera lo spirito. La nostra cultura è più attenta alla scienza che allo spirito, relegandolo quest’ultimo solo nell’ambito religioso, come se l’uomo potesse arbitrariamente ignorare la globalità della sua natura. Da qui la ragione di una poca comprensione della Fede autentica che è solo quella “che sposta le montagne”, cioè Fede dell’impossibile, in Dio che può tutto e che ha tutti gli attributi positivi e che è l’Assoluto. Noi umili creature, se ci mettiamo come strumenti nelle Sue mani, possiamo fare cose grandiose, cioè è Dio che le fa attraverso di noi, sperimentando la Verità della Fede che sposta le montagne.

Un cuore pieno di gioia

“Beata quella persona il cui cuore è pieno di gioia, perché ogni gioia viene da Dio!

“La Fede dà profonda gioia e crea i Santi. Basta osservare un “convertito”, senza andare a S. Paolo, S. Francesco, S. Agostino, anche ai giorni nostri quando incontriamo qualcuno che si è convertito, rimaniamo affascinati dalla carica di vitalità che esprime. E’ come se fosse ritornato a vivere. Il sorriso è diventato una componente inscindibile della sua personalità, per la pace che deriva dalla sua interiorità rinnovata, alla luce del Vangelo.

La Fede che sposta le montagne, non può che essere audace, come il fuoco che arde dentro di noi, che non ci dà pace,ci spinge all’intimità con Dio, da cui ricavare la forza per “buttarsi” nel mondo con idee nuove e creative per rendere simpatica ed allettante la Buona Novella del Vangelo, affinché riesca a “toccare” il cuore dei giovani, affascinandoli con la forza dell’autentico Amore, non solo dei giovani ma di chiunque è assetato di pace e Amore.

La fede senza le opere è nulla, l’audacia vuole proprio le opere e opere che stimolino ad estendere il Bene comune.

Umiltà

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Ciò ti umilierà insegnandoti quanti dolori procurano i nostri peccati,estirperà le erbacce dal terreno per renderlo fertile. Iddio ti donerebbe subito quanto chiedi maha bisogno di un terreno fertile. Ti conduce nel deserto, nella spoliazione di te stesso per” umiliarti e per provarti, per farti felice nel tuo avvenire “  ( Dt 8, 16 ). Cantate al Signore  un canto nuovo,perché Egli compie MIRACOLI !                                                                                                                                                       Quando più crederai, pregherai, soffrirai tanto  più il Padreti elargirà doni. Nel viaggio della fede ti sarà dato di vedere i Miracoli della SUA POTENZA , SUA GLORIA, SUA BONTA’. Il Signore compie i suoi prodigi quando le cose sono impossibili. ” Santificatevi, poiché il Signore compirà meraviglie in mezzo a voi. “  ( Gs 3, 5 )  ” Và, e sia fatto secondo la tua fede “  ( Mt 8, 13 )                                                                                                                       Aver fede significa aspettarci da Dio coseumanamente impossibili, senza tener conto dei limiti,degli ostacoli, delle impossibilità. Ciò che ha promesso Egli manterrà.” Io stabilisco un’alleanza : … io farò meraviglie …  tutto il popolo vedrà l’opera del Signore “  ( Es 34, 10 ) Farò miracoli e tutto il popolo vedrà.Da te aspetta la fede. Non quella superficiale e formale, ma quella ” che sposta le montagne “, oltre ogni dubbio.Non quella di Pietro che camminava sulle acque ,ha razionalmente dubitato( la ragione naturalmente gli impediva di pensare si potesse camminare sulle acque , era un assurdo). Pietro doveva entrare nella dimensione dell’ ” impossibile “, dubitando è stato apostrofato da Gesù ” uomo di poca fede , perché hai dubitato ? “.Da qui la ragione di diventare come bambini che non dubitano della potenza del loro Padre. L’uomo problematico, complessato, incapace di semplicità, rischia di autoeliminarsi dalla Fede profonda, accontentandosi di una ” fede della domenica”, superficiale e formale, per paura ( non si sa mai ! ) di un Padreterno Giudice.Il padrone ” tremendo” del Vangelo che nella parabola dei talenti aveva indotto colui che ne aveva ricevuto uno solo a nasconderlo, per paura appunto.Stessa condanna per aver dubitato e non aver fatto fruttare quell’ unico talento.Riscopriamo la Fede della semplicità, per la gioia della vita ! Sua potenza, Sua gloria, Sua bontà

Preghiera

La preghiera è una forza,una forza che muove i cuori e riesce a cambiare le situazioni. ” Se chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò. ” ( Gv 14, 14 ) Dio Padre esaudisce le preghiere e rende possibile cose impossibili. Il Padre conosce ciò di cui avete bisognoma attende la tua preghiera, la tua fede,così che anche tu possa sperimentare la sua bontà. L’Amore di Dio è creativo, fecondo. Il Suo cuore paterno è un pozzo inesauribile. Cosa aspetti ad attingere all’acqua che sazia ogni attesa, ogni desiderio, ogni sete. Aspettatati qualcosa da Lui , anzi moltissimo non ti deluderà,abbandona la tua vita in Lui. ” Godrò nel beneficarli ” ( Ger 32, 41 ). Egli è Creatore e Padre premuroso anche verso di te.
Beati siamo noi che possiamo pregare, invocare l’aiuto del Padre.” Da te si aspetta una fede forte, certa nelle prove. Una fede audace che sa ottenere grandi doni. Ma soprattutto invoca Dio, l’Altissimo, perché guidi la tua vita sulla strada giusta.” ( Si 37, 15 ) Non dubitare né esitare, confida. Quanti doni ha riservato per te Il Padre,attende impaziente di offrirteli, cosa aspetti “Prima che mi invochino Io risponderò. ” ( Is 65, 24 ) ” Non temete e non spaventatevi ” ( 2 Cor, 20 15 ) Dio ti guida sui sentieri della pazienza e dell’umiltà per preparare un terreno fertile. Impossibile ? Nel cammino difficile incontrerai il tentatore, lo spirito del male,che ti spingerà per la via facile, comoda. “Gesù allora minacciò il demonio, quello uscì dal ragazzo ” ( Mt 17, 18 )